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sabato 24 gennaio 2009

Corriere Fiorentino - Balliamo, divertiamoci. Ma non in auto!

Corriere Fiorentino - 19 gennaio 2009

I Funk Off: se bevi, non guidare.
Tesi: la vita vale più di un bicchiere.
Marasco: «non fate tanto i bischeri»

Funk Off è sinonimo di Carnevale di New Orleans in salsa mugellana. Sempre in marcia, per le piazze e i teatri del mondo, Dario Cecchini e i 15 tra fiati e percussioni della marchin'band di Vicchio sono una delle principali armi contro la malinconia che il territorio fiorentino abbia mai partorito. Non potevano mancare come testimonial della campagna per la sicurezza stradale promossa dal Corriere Fiorentino in collaborazione con Radio Toscana, Radio Blu e Lady Radio.

I FUNK OFF - «Balliamo, divertiamoci, andiamo nei locali — dice Dario Cecchini, fondatore e capo-banda — ma quando saliamo in macchina o in motorino, prudenza e attenzione, perché il divertimento finisce e inizia la vita, le responsabilità verso noi stessi e gli altri». Anche i Funk Off hanno deciso di dare la loro testimonianza apponendo un nastro nero sullo specchietto della macchina: «Se qualcuno ha alzato un po' il gomito, non si avvicini al volante!».

IL PIANISTA MAGNELLI - Francesco Magnelli ha una figlia di 19 anni che frequentava la compagnia di amici della sorella di Margaux, una delle due sedicenni vittime del tragico incidente di via Pistoiese da cui è nata questa iniziativa che ha visto anche le adesioni di Italia 7, Rete 37 e Tele 37. «Ho avuto la notizia dell'incidente proprio da mia figlia» racconta il pianista che all'inizio degli anni Novanta trasformò il punk dei Cccp di Giovanni Lindo Ferretti contribuendo a formare il nuovo gruppo dei Csi. «Ho avuto immediatamente un sobbalzo». Magnelli vive a Firenze ma è sempre in giro con Ginevra Di Marco e le loro celebri Stazioni Lunari. I pericoli della strada li vive tutti i giorni e si rende conto «che i 20 anni sono momenti estremamente critici, l'attenzione non è mai abbastanza». Da padre e musicista che in gioventù ha vissuto gli eccessi del punk, sa che «è difficile trovare un modo per educare i nostri ragazzi: quando avevo 20 anni non davo mai retta a quello che mi dicevano ». Chiede «regole che proteggano la vita dei giovani, ma le regole non bastano: senza una grande educazione che parta dai primi anni delle scuole, non si fa nulla».

IL MUSICISTA TESI - Un altro genitore musicista è Riccardo Tesi, padre della musica etnica italian style, che dalla sua montagna pistoiese partecipa alla campagna dei nastri neri e ammonisce: «La vita è un bene da tenere caro e da non sciupare per un bicchiere in più». Anche per lui la parola d'ordine è educazione: «Bisogna insegnare ai figli ad amare la vita e avere rispetto e cura di se stessi». Si guarda in casa ed è sereno: «Mia figlia maggiore ha 28 anni ed è molto sobria: le ho insegnato ad avere rispetto di sé. Poi c'è una dose di fatalità, bisogna accettare il fatto che il pericolo esiste».

MARASCO, MENESTRELLI - «Il mio figlio più giovane esce la sera ma non va in discoteca», racconta Riccardo Marasco, principe dei cantastorie fiorentini. Anche lui ha un nastro nero sulla macchina: «Sono preoccupato per i tanti ragazzi che buttano via la vita ». Il suo messaggio è «che non facciate tanto i bischeri perché di vita ce n'è una sola». Infatti, «sono contrarissimo a tutto ciò che obnubila la mente, dalle droghe alle ideologie, c'è anche troppa leggerezza nella valutazione del valore della vita».

MAMMA PETRA - «Ho sofferto molto quando è scomparsa una mia amica, all'età di 20 anni, in un incidente stradale». Anche Petra Magoni, la cantante pisana che ha inventato il genere della «Musica Nuda», partecipa alla campagna per la sicurezza stradale. «Come mamma le preoccupazioni sono tante: ho molta paura di scooter e motorini, come i miei genitori non li hanno mai voluti per me e i miei fratelli, neanche io li prenderò per i miei figli».

ROMANO BATTAGLIA - «Ricordatevi che non c'è un'altra vita ad attendervi all'angolo della strada». Anche Romano Battaglia partecipa alla campagna un nastro nero per la sicurezza stradale promossa dal Corriere Fiorentino. Dagli incontri del caffè La Versiliana, nella terra simbolo del divertimento giovanile notturno, Battaglia ammonisce: «Quando uscite dalla discoteca, andate piano».

Edoardo Semmola
Corriere Fiorentino - 19 gennaio 2009



1 commenti:

simona speranza 24 gennaio 2009 alle ore 15:48  

sante parole Riccardo... sante parole... spero proprio che tutti i giovani che leggeranno queste interviste, ascoltino le vs. parole ed i vs. appelli, sia che vengano da tragedie personali come quella del Magnelli o dall'esperienza di vita vera piena di sani ideali come le tua e quella di altre personalità!! Fate bene ad invitare i giovani a riflettere sul significato della vita e sul valore che ha... Grazie Riccardo!!!

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